Officine ICO è uno dei 19 beni architettonici che costituiscono: Ivrea, città industriale del XX secolo. Nel 2018 il World Heritage Committee dell’UNESCO ha ufficialmente inserito l’intera area nella Lista dei 1121 siti facenti parte del Patrimonio dell’Umanità.

 

Le officine si sviluppano su una superficie coperta di 45.000 mq e inglobano gli edifici che hanno segnato le tappe della crescita industriale della Olivetti. Il nucleo più antico è rappresentato dal complesso noto come “Mattoni Rossi” progettato da Camillo Olivetti sull’esempio degli opifici di fine ‘800 e inizio ‘900. Il primo ampliamento della fabbrica originaria venne realizzato nel 1934-1936 su progetto degli architetti Figini e Pollini, al quale seguirono negli anni altri ampliamenti, fino al quarto ed ultimo nel 1955-1958, conosciuto come “Nuova ICO”.

Il polo d’innovazione, che nasce dalla collaborazione tra ComoNExT e Icona, occupa una parte delle Officine ICO, pari a circa 15.000 mq e mette a disposizione sia spazi di lavoro con caratteristiche differenti (uffici modulari, locali per laboratori e piccole produzioni, ambienti comuni) sia servizi di facility management (predisposizioni per utenze, parcheggi, reception e vigilanza, smaltimento rifiuti, interventi manutentivi, tutele assicurative).

Tutto il complesso è stato oggetto di una profonda rivisitazione per renderlo di nuovo un ambiente di lavoro vivo e funzionale. Il progetto di intervento è stato affidato a uno dei maggiori architetti italiani, il milanese Cino Zucchi.

L’Innovation Hub, che nasce dalla collaborazione tra ComoNExT e Icona, occupa una parte delle Officine ICO, pari a circa 15.000 mq e mette a disposizione sia spazi di lavoro con caratteristiche differenti (uffici modulari, locali per laboratori e piccole produzioni, ambienti comuni) sia servizi di facility management (predisposizioni per utenze, parcheggi, reception e vigilanza, smaltimento rifiuti, interventi manutentivi, tutele assicurative).

Tutto il complesso è stato oggetto di una profonda rivisitazione per renderlo di nuovo un ambiente di lavoro vivo e funzionale. Il progetto di intervento è stato affidato a uno dei maggiori architetti italiani, il milanese Cino Zucchi.